Crescita
Non un risultato da sperare, una disciplina da praticare. Ogni settimana qualcosa cresce: il margine, la cultura del cliente, la mia comprensione del mercato.
Senior Growth Specialist. Progetto e gestisco strategie di performance marketing per aziende B2B2C nel food, nel retail e nel franchising. Oltre 1 milione di euro al mese di budget paid su Meta, Google, TikTok, LinkedIn e Spotify. Per chi fattura dagli 8 milioni in su e vuole crescere con metodo, non con ipotesi.
Late hours · 23:42
Non divido strategia ed execution in due ruoli. Il direttore marketing che disegna funnel su slide ma non sa scalare un Meta Ads non mi serve. Il media buyer che gira budget senza leggere il margine post-ads neanche. Sto al tavolo con i C-level e dentro i Business Manager con le mani. Stesso giorno, stesso cervello, stessa disciplina di chi misura prima di prescrivere.
Quello che decide come scelgo i clienti, come setto le campagne, come scrivo un report. Sei valori che non sono slogan, sono il filtro che applico ogni giorno al lavoro.
Non un risultato da sperare, una disciplina da praticare. Ogni settimana qualcosa cresce: il margine, la cultura del cliente, la mia comprensione del mercato.
Lavoro solo su quello che mi accende. Cucina, retail, food culture, dato vero: le cose per cui resto sveglio fino alle due del mattino a leggere paper di ricerca.
V-shaped, mestiere a tutto tondo. Filiera, scienza degli alimenti, paid media, analytics, statistica. Una piattaforma sola serve solo a chi conosce già il prodotto da vendere.
Le best practice sono il punto di partenza, mai la risposta finale. Ogni cliente è un caso unico, ogni numero ha un contesto. Template solo dopo aver capito cosa hai davanti.
Decisioni binarie ogni 72 ore. Test e validazione battono perfezione strategica. Chi sperimenta di più nel tempo unitario vince. Il resto resta ipotesi.
Il mercato cambia in continuazione. Algoritmi Meta che si rivoltano, GDO che riallinea, costi media che si gonfiano. Il piano serve fino al momento del primo dato vero.
Niente teoria slide-friendly. Solo framework che girano nei Business Manager veri. Docente alla Mirai Academy su Analytics della Crescita, Paid Media e Data Storytelling. Workshop C-level per imprenditori, marketing manager e direzioni commerciali del food retail. Quando insegno spiego le decisioni che ho preso ieri sera, non quelle che potrei prendere in teoria.
Cinque ruoli in parallelo, un solo perimetro: aziende B2B2C food, retail e franchising. La performance è responsabilità contrattuale, non esito sperato. Budget diretto, decisioni argomentate, ownership chiusa. Niente delega di comodo.
Ownership piena su performance e obiettivi quantitativi del portfolio. Growth model, funnel, CRO, asset di acquisizione, infrastruttura tecnica di tracking e automation.
Docenza su 10 moduli del Master in Growth Marketing per marketer junior e mid-level. Case dal banco, laboratori su dati veri, framework di testing applicato al business food.
Foody Sogemi e Comune di Milano sul piano Foody 2025 (traffico +35%, fidelizzazione +15%). Freelance verticale Made in Italy con brand grossi (San Pellegrino, Danone, Sgambaro, Pro Action) e retail premium (Intermoma Food, Calata De Mari, Cantine Fiore). 10M€ di budget, clienti 2-50M€.
Apprendistato digitale sul food: Gronda nelle cucine stellate (3M+ follower), CREA Ricerca, ParmAteneo Food & Wine, Marketing Advisor alla Gilda dei Nani Birrai. Settori trasversali (Greencome, Twenty Business +5M views organic, Testbusters, Eva School, Scuola AMZ, Mondadori). Salto sul paid con Weeshop: +100k install, retention +30%.
Quattro anni di operations sulla ristorazione organizzata in franchising. Supervisione di più punti vendita sul portfolio Cigierre — steakhouse, format etnici, pizza, fast-casual — più Compass Group sul QA. Quality management, HACCP, audit on-site, controllo marginalità per punto vendita. La scuola della filiera prima del marketing.
Nove casi selezionati dal portfolio. I nomi pubblici sono in chiaro. Gli altri restano coperti per patto di riservatezza. Se un buyer concorrente leggesse questa pagina, dovrebbe restare a bocca asciutta sulle identità.
Numeri al peso, contesti anonimizzati. Quello che si vede sul Sole 24 Ore è uno. Gli altri due sono scaling che vivono nei Business Manager ogni giorno.
Quattro voci scelte fra clienti, colleghi e partner. I nomi delle aziende restano fuori, le persone restano riconoscibili nel ruolo.
Matteo è la prima persona che ho conosciuto nel marketing capace di parlare di disciplinare di filiera con un produttore al mattino e di scaling Meta Ads con il media buyer al pomeriggio. La differenza si vede nei numeri, ma soprattutto nelle decisioni che fai dopo aver parlato con lui.
Lavorare con Matteo significa smettere di chiedersi se il dato è giusto e iniziare a chiedersi cosa farne. Setup di tracking pulito, attribution che torna, contribution margin per categoria. Mai più report che restano sulla scrivania.
L'unico consulente che mi ha detto chiaramente cosa non avrei dovuto fare, prima ancora di propormi cosa fare. Mi ha fatto risparmiare tre mesi di test inutili e una somma a sei cifre. La sua testa funziona come quella di un sommelier: prima il prodotto, poi il discorso.
Nei progetti che ci dividiamo dentro l'agenzia, Matteo è quello a cui passi i clienti più tecnici e i più strategici. È lo stesso. Discute il piano editoriale al mattino e il sell-out per facing al pomeriggio senza cambiare registro. Raro.
Trenta dashboard aperte, sette piattaforme che parlano fra loro, sei livelli di metriche dal contribution margin alla creative fatigue. Niente vanity metric. Niente report che restano sulla scrivania. Niente decisioni prese di pancia presentate come strategia.
Brand, istituzioni e aziende seguiti direttamente o tramite agenzia. Selezione pubblica del portfolio.































Score onesto, taratura sull'execution settimanale. Quello che costruisco ogni giorno nei Business Manager veri, con budget vivo e scontrini misurati dietro.
Passa il mouse sui vertici del radar per il dettaglio. Score basato su anni di execution diretta, casi gestiti, certificazioni rilasciate dalle piattaforme.
Dal Business Manager al CRM, dall'analytics al testing, dal copy al design, dal tracking server-side allo scraping operativo. Tutto integrato, tutto al servizio del numero che entra in cassa.
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Cinque titoli accademici, nove certificazioni. Growth strategy al POLIMI, marketing alla Cattolica, quality management a Pisa, scienze gastronomiche a Parma. Cinque ad-tech rilasciate dalle piattaforme, tre qualità food-process, una analytics. La radice del metodo prima del mestiere.
Prima i punti vendita Cigierre e gli audit ISO in Compass. Adesso i Business Manager e le piramidi di metriche. Lo strumento è cambiato, il metodo no: misurare prima di toccare, prescrivere solo dove il dato lo chiede, controllare il risultato. Oggi opero da Milano per aziende B2B2C food, retail e franchising in tutta Europa.
Lavoro con aziende B2B2C food, retail e franchising che fatturano dagli 8 milioni in su. Trenta minuti per fare il growth strategy: dove sei davvero, quanto ti costa portare un cliente in cassa, dove stai bruciando margine senza saperlo. Esci con tre azioni operative da provare nei prossimi sette giorni, indipendentemente da come va il discorso.